indice.gif

Un desiderio realizzato:
“Incontrare l’autrice del libro che ci ha fatto vivere esperienze nuove e divertenti.”


Mercoledì, 17 dicembre 2008, Marta, la bibliotecaria del Punto Lettura di Mezzana, ha organizzato per noi un incontro con la professoressa Adriana Merenda, la scrittrice dei libri letti in classe: “Il mistero delle luccipietre” “Il borgomastro di Francoforte”.


D: E’ soddisfatta del suo lavoro di scrittrice?

R: Sì, sono molto soddisfatta perché scrivere è sempre stata una mia grande passione.

D: Quanti libri ha scritto?

R: Ho scritto nove libri.

D: Per quale età sono consigliati i suoi libri?

R: I miei libri sono consigliati dai 9 anni in su, anche se la maggior parte sono adatti a ragazzi di scuola media.

D: E’ contenta quando i bambini leggono i suoi libri?

R: Naturalmente sono contenta quando i bambini leggono i miei libri, perché così si crea un contatto magico, intimo e ideale, tra me scrittrice e il lettore. 

D: Quanto tempo occorre per scrivere un libro?

R: Per scrivere un libro occorre un anno e mezzo circa; può essere considerato un tempo lungo, ma comprende anche il lavoro minuzioso e attento della correzione, che è quello che fa lo stile di un libro. Un libro infatti appassiona non solo per la storia narrata, ma soprattutto per il modo in cui la storia viene raccontata. 

D: Quanto tempo dedica ogni giorno alla scrittura? In quale momento della giornata è maggiormente ispirata?

R: Al mattino dedico, in genere, molte ore alla scrittura, a volte scrivo anche di pomeriggio, ma sempre quando ho le idee, quando mi diverto e sento il bisogno di andare avanti, allora significa che qualcosa è maturato dentro di me e sento il bisogno di “tirarlo fuori”: è il momento dell’ispirazione.

D: Dove trova le idee per scrivere nuovi racconti?

R: Le idee per scrivere i miei racconti le sviluppo lentamente. Per i personaggi a volte prendo spunto dai miei figli e dai loro amici.

D: Dove prende l’idea dei nomi dei personaggi?

R: Mi diverto a inventare i nomi dei personaggi, ho una particolare sensibilità verso i suoni e li ricerco nella scelta delle parole.

D: Come le è venuta in mente la storia delle Luccipietre?

R: La storia “Il mistero delle Luccipietre” mi è stata ispirata dai miei figli.

D: Gli ambienti delle sue storie sono inventati o realistici?

R: Sono realistici.

D: Esiste il paese di Percalle?

R: No. Il paese di Percalle è inventato, però somiglia molto ad alcuni paesi della Val di Sole.

D: Possiamo incontrare i personaggi delle Luccipietre in altre storie?

R: No, si possono trovare solo in questa storia.

D: Ha mai pensato di scrivere libri anche per adulti?

R: No. Mi piace liberare la mia fantasia in libertà, per questo mi dedico ad un pubblico giovane.

D: Quando è nata in lei la passione di scrivere per gli altri? Da piccola pensava già di fare la scrittrice? 

R: Da piccola avrei desiderato fare la ballerina classica, ma dove vivevo non ne ho avuto l’opportunità.
Quando i miei figli erano piccoli mi divertivo a scrivere filastrocche, poi iniziai a scrivere racconti per loro. In seguito li ho ripresi in mano correggendoli e dando loro uno stile narrativo particolare. Quando scrivo, il mio mondo fantastico mi permette di entrare in comunicazione con gli altri: c’è una comunicazione silenziosa, un dialogo muto. Questo è il bello dello scrivere.
Essendo insegnante di letteratura italiana, ho conosciuto e approfondito testi di vario tipo e questo ha contribuito al mio affinamento stilistico.

D: Qual è il libro che le ha richiesto più impegno?

R: È stato “Il borgomastro di Francoforte” per definire al meglio il carattere del detective Branco e il suo interagire con gli altri personaggi.

D: A quale genere appartengono i suoi libri? 

R: A vari generi, tra cui il giallo e il fantasy.

D: Le piace leggere?

R: Sì, fin da piccola la lettura è sempre stata la mia grande passione. Leggo generalmente di tutto, purché siano libri scritti bene; tuttavia non leggo libri di fantascienza e libri horror. 

D: È soddisfatta delle illustrazioni che vengono inserite nei suoi libri?

R: Non sempre mi piace l’aspetto grafico dei libri. Ad esempio Branco, il detective de Il borgomastro di Francoforte, è stato rappresentato con i baffi, mentre io non ho mai accennato al fatto che li avesse. A volte gli illustratori, leggendo il libro, si identificano con i protagonisti e rappresentano se stessi. Per questo scrittori e illustratori non si incontrano mai: potrebbero litigare!
Trovo invece molto poetiche le illustrazioni del libro Il mistero delle luccipietre.

D: Come possiamo anche noi diventare a scuola, piccoli e bravi scrittori?

R: Il consiglio che posso darvi e quello di leggere, leggere bene, molto, senza fretta, apprezzando le immagini, le parole. Un po’ alla volta apprezzerete un libro non solo per ciò che racconta, ma anche per come è scritto.

È molto utile, oltre che divertente, scrivere poesie e filastrocche; questo aiuta a saper scegliere le parole giuste e adatte al testo che si sta scrivendo.
Quando scrivete un racconto che richiede riferimenti reali non provate a descrivere luoghi che non conoscete, altrimenti non potrete sostenere la vostra narrazione in modo credibile. Altrimenti oppure scrivete fiabe, dove ci può stare di tutto.