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Una sceneggiatura cinematografica

Mi devo complimentare con me stesso perché leggendo il libro Ritorno alla casa saracena ho avuto le stesse sensazioni appena descritte dall’autrice per quanto riguarda i colori, il paesaggio, la vivacità dell’ambiente, unito alla psicologia della giovane protagonista.
Leggendo, io che mi interesso di cinema, ho pensato che potesse essere già un sceneggiatura per un cinema di odorama (ci sono stati degli esperimenti in proposito) perché insieme ai colori e alla vivacità del paesaggio ci sono anche gli odori. 
Martina è una sedicenne che abita sulle Dolomiti e viene ogni anno a vivere il suo mese d’agosto al mare. E’ affascinata da un mistero. Nella sua fantasia lei pensa ad un enigma legato ai propri avi, cioè alla bisnonna, in quanto c’è stato un mancato matrimonio tra la bisnonna e il proprietario della casa saracena.
In questa ansia di conoscenza visita il paese e cerca il mancato cugino, Edoardo. 
La ragazzina è sbalzata con tutta la sua psicologia, come sono sbalzati anche i personaggi di contorno, che sono inventati in modo lodevole. Ad esempio c’è un vecchio collezionista di fotografie che è una figura molto singolare. E diversi personaggi minori, molto ben descritti, che danno vivacità al racconto.
Io vedrei, questo libro trasformato in un film intimista rivolto ai giovani, in cui lo spettacolo diventa emozione attraverso la natura e la sensazione del vissuto. Dirò di più: le parole sono talmente vive che le illustrazioni interne al libro diventano quasi di disturbo.


Prof. Piero Zanotto, giornalista e critico cinematografico, Venezia.
Componente della giuria del Premio “ Castello – Giulio Nascimbeni” di Sanguinetto, 
18 ottobre 2009.